I RETROSCENA DELLA VICENDA DELLA GAS - LA D'ANNA MARIA BRANCATO - IL SOCIO STORICO LAPIS GIANNI - CIANCIMINO E ....ALTRI
Pubblicato su LIBERAMENTE
Il 5 febbraio 2007
L'avv.to Giovanna Livreri replica alle ingiuste e strumentali accuse
I BRANCATO - i LAPIS - CIANCIMINO : LA GAS E ……………….LA VERITA'
Il Tribunale del Riesame il 18 gennaio ha dato ragione all’avv.to Livreri e ha annullato la misura interdittiva dall’esercizio della professione per 60 giorni che illegittimamente era stata richiesta dai P.M. e accolta dal Gip di Palermo.La Legge non ammette ignoranza e tanto inquisizione.Ebbene i PP.MM. hanno preferito ignorare la Legge pur di conseguire il risultato di colpire e mortificare ancora una volta l’avv.to Livreri; ma la giustizia e la verita’ non possono essere a lungo mortificate e il tempo sapra’ farle emergere restituendo all’Avv.to Livreri la integrita’ morale e professionale che le hanno voluto minare.
Ma andiamo alla verita’ della storia che tutti sembrano volere ignorare e che invece porta a quella cupola che sarebbe stato compito dei PP.MM. individuare ma su cui tutti hanno poi preso strade (volutamente?) diverse.Forse perche’ la strada maestra portava al tavolino tra istituzioni, i politici corrotti, la mafia e qualche magistrato siciliano?? .Ai posteri l’ardua sentenza.CAPITOLO 1)
IL CLIENTE e le circostanze dell’assistenza legale:La metanizzazione siciliana : 20 anni di tavolino tra politica-mafia e istituzioni. tutto in salsa siciliana.
Il colosso societario della metanizzazione siciliana : il gruppo societario del GAS.
Il gruppo GAS nasce negli anni ’80 attorno ai tavoli e tavolini dell’epoca.
Una famiglia : quella di Ezio Brancato - marito della D’Anna Maria ( suo braccio destro nell’amministrare l’azienda) e padre della Monia Brancato, amministratore e responsabile dei rapporti con le imprese appaltatrici dei lavori di metanizzazione
Ezio Brancato, gia’ ben introdotto nelle segreterie politiche della vecchia DC siciliana ha l’intuizione del GAS.
Un famoso tributarista palermitano: il Prof. Gianni Lapis diventa la controparte del Brancato ed è l’esperto.
I personaggi giusti: i politici della vecchia democrazia cristiana: Lima e Ciancimino, Pumilia etc.
I mafiosi Giuffre’, Siino, Lipari, Vara, Ferro, Brusca, Sciarabba.
Il padrino Bernardo Provenzano.
I boss dei mandamenti ove operano i cantieri del gruppo GAS.
I professionisti che collaborano e agevolano, gli affaristi, gli imprenditori interessati.
Le imprese definite dagli inquirenti mafiose: Privitera, Dolce, Ferreri, Riscili, Pastoia, Umina.
I magistrati: qualcuno imparentato, qualcuno amico di famiglia, qualcuno conoscente e qualche altro legato alla societa’ del GAS.
Tutto gira intorno all’affare del Gas che viene contribuito a fondo perduto dalla Regione Siciliana per il 75% delle opere di metanizzazione da realizzarsi .
Il mafioso Giuffre’ nel 2000 viene arrestato, si trovano i pizzini, alcuni parlano della GAS di Via Liberta’ 78 a Palermo.
Nel pizzino si fanno i nomi degli imprenditori tra cui la Gas e l’Ing. Italiano.I Rono indagano, si aprono procedimenti penali.
Ezio Brancato, presidente della capogruppo della Holding, la GAS spa nell’agosto del 2000 viene colpito da ictus cerebrale e muore, lasciando al timone dell’azienda la moglie Maria D’Anna e la figlia Monia.La presidenza della GAS la vedova Brancato la affida al marito della propria sorella: il cognato Dr.Luigi Italiano gia’ socio della GAS.
Il gruppo societario si vende agli spagnoli della GAS Natural per 120 milioni di euro il 13 gennaio 2004.Nel frattempo nell'agosto 2000 , mentre l'Ezio Brancato giace sul letto di morte in ospedale vegliato dai soci piu' stretti : il socio per eccellenza Prof. Gianni Lapis , il cognato Luigi Italiano e il consuocero Dr. Giusto Scicchitano ( alto magistrato della DNA di Roma), la vedova D'Anna Maria e la figlia Monia Brancato, previa comunicazione ai piu' stretti congiunti, si recano da un notaio compiacente di Palermo per trasferire , fraudolentemente, apponendo delle false firme per il defunto Ezio Brancato in atti di trasferimento della nuda proprieta' delle quote azionarie del Brancato in capo alle stesse per sottrarle ai legittimi proprietari soci occulti della GAS.Cosi' le donne Brancato conseguono il risultato di impossessarsi di quantoil Brancato in vita aveva custodito e garantito giusto patto con la politica , le istituzioni e .....altro.Nel frattempo Monia Brancato ha sposato nell'ottobre 2000 Antonello Sciacchitano , figlio del Magistrato della DNA Giusto Scicchitano, tranne poi , separarsene di fatto nel 2004 dopo la vendita della GAS agli spagnoli e subito dopo ufficilamente e liquidarlo - come amava compiacersi di ricordare - con una fiammante auto BMW decappottabile circa 3 milioni di euro e 10 mila euro di mantenimento al mese.
Pero' la serenita' dura poco.Anche perche' come si dice : il Diavolo fa' le pentole ma non i coperchi!Gia’ nell’estate 2004 cominciano ad affiorare sui giornali le prime risultanze delle indagini e si fanno i nomi dei cantieri della GAS e dei mafiosi interessati ai lavori di metanizzazione.L’avvocato palermitano Giovanna Livreri nell’ottobre 2004 raccoglie il mandato da parte di tutti i soci del gruppo societario 16 soggetti fisici e 3 soggetti giuridici per assisterli penalmente nel delicato percorso di chiarimento delle posizioni di favoreggiamento a cosa nostra e per cercare di limitare i danni essendo il contratto con gli spagnoli a concludersi nel luglio 2005.
Le notizie delle indagini cominciano a propalarsi e filtrare sui giornali. La trasmissione Report manda in onda la versione integrale di una intercettazione di conversazione telefonica tra Italiano Giuseppe, Monia Brancato e alcuni operai e impresari della zona di Vicari in relazione alla vicenda delle indagini .
I P.M., dai giornali stessi, puntano il dito verso gli imprenditori reticenti. E nei giornali si fanno i nomi delle societa’ tra cui quella del GAS di via Liberta’ 78. Però si esagera e l’informazione sfugge di mano. Iniziano gli interrogatori e le ammissioni di responsabilita’.
L’avv.to Giovanna Livreri assiste legalmente e concorda con i Ros di Monreale, la P.G. e la DDA della Procura di Palermo le audizioni dei responsabili della GAS: Italiano Giuseppe, D’Anna Maria, Lapis Gianni, Italiano Luigi , Monia Brancato, Antonello Castellano.Le audizioni, con l'assistenza legale dell'avv.to difensore : avv.to Livreri Giovanna , avvengono nel procedimento penale n° 4443/02 rgrn scaturito dalle dichiarazioni e dai pizzinio rinvenuti nella disponibilita' del Giuffre'.Alcuni pizzini citano chiaramente la GAS e l'Ing. Italiano.Solo dopo si sapra' che tali audizioni erano state effettuate nei confronti di veri e propri indagati posto che Italiano Luigi , Italiano Giuseppe e Lapis Gianni erano gia' iscritti dal 2003 nel procedimento penale n° 4443/02 rgnr quali indagati per 416 bis in relazione alla attivita' da loro svolta per la GAS.Tra le note informative inviate ai PP.MM. sullo stato delle indagini i ROS riferiscono al P.M. Dr. Michele Prestipino, al P.M Dr. Lari , alla P.M. Dr.ssa Lia Sava, tutti titolari del procedimento 4443/02 rgrn anche che due soggetti considerati organici a cosa nostra come : tale Plescia e tale Privitera , entrambi interessati ai lavori di metanizzazione della GAS, conversavano utilizzando il telefono cellulare intestato alla Amministratrice della GAS : la Monia Brancato, forse pensando che la disponibilita' resagli di tale telefono gli garantisse di non essere intercettati stante il fatto che la stessa era la nuora di un magistrato della DNA. I detti soggetti nelle loro conversazioni dimostrano confidenza con la D'Anna che definiscono la Signora e la Monia Brancato che definiscono la Dottoressa.Non c'è dubbio che per meno di tanto comuni mortali sono stati quanto meno prudentemente iscritti nel registro degli indagati ; ma la Procura di palermo oggi riferisce che le Signore no , non furono iscritte ! e perche' ?? ... forse qualcuno garantiva per la loro innocenza ?, ovvero erano intoccabili ?......e chi era a proteggerle?.
Sta' di fatto che un tormentatissimo interrogatorio reso dalla D'Anna il 9 novembre 2004 ai Ros , ove la stessa piangendo e arrampicandosi sugli specchi per spiegare come e perche' la messa a posto dei cantieri in realta' era stata estorsione veniva scortata sotto gli occhi della sottoscritta financo in bagno !!Malgrado cio' tutto si scioglieva............ come neve al sole e le iniziali posizioni di favoreggiatori ( 110 + 416 bis codice penale ) diventano di estorti.
Alcuni procuratori di Palermo credono - a un certo punto delle indagini - di avere individuato nel ricavato della vendita del gruppo GAS spa l’introvabile tesoro di Ciancimino.
L’Avv.to Giovanna Livreri nel febbraio 2005 raccoglie altro mandato il mandato del Prof. Gianni Lapis famoso e stimato tributarista siciliano, considerato dai procuratori palermitani l’intestatario occulto del patrimonio , altrettanto occulto, di Ciancimino Vito, oggi trasmesso a Ciancimino Junior a seguire la vendita del gruppo.
La Polizia giudiziaria su delega della Procura panormita sequestra quote societarie, conti correnti, azioni, titoli e montagne di carte, mostrando i muscoli a tutto spiano ……ma solo con il Prof. Lapis lasciando indenne la quota di Ezio Brancato e della sua famiglia, che a seguito del decesso dell’agosto del 2000 è stata ereditata dalla D’Anna Maria e dalle figlie Monia e Antonella Brancato.
La D’Anna Brancato nel frattempo è preoccupata solo per il buon fine del contratto con gli spagnoli ( la cui ultima trance è prevista per luglio 2005); cnhe perche' Lei è comunque confortata dal sapersi consuocera di un alto magistrato antimafia: il genero, figlio del detto magistrato, è stato dirigente della Gas di Via Liberta’ 78 fino alla vendita della societa’ agli Spagnoli della Gas Natural e questa è un’altra garanzia di attenzione per la GAS .
L’avvocato Giovanna Livreri difende strenuamente la posizione del Prof. Gianni Lapis rimasto al dunque solo e addirittura attaccato dalla sua ex socia storica la D’Anna e da qui …, e dai piedi che ha gia’ pestato a seguito dell’incarico di Commissario Straordinario della Fiera del Mediterraneo e di quelli che potrebbe pestare, determinando un nuovo caso Vibo Valenzia nel caso GAS metanizzazione siciliana iniziano tutti i suoi mali.
La D’Anna riceve la remissione del mandato da parte dell’avv.to Giovanna Livreri nel luglio 2005 ma, si scoprira’ solo dopo, dall’aprile del 2005 la D’Anna è assistita , per la stessa attivita’ legale, da altri due avvocati del Foro di Palermo: l’Avv.to Santi Magazzu’ e l’Avv.to Giovanni Di Benedetto, e cio’ all’insaputa dell’Avv.to Giovanna Livreri perche’ ne i detti legali ne la D’Anna l’hanno di cio’ informata.
CAPITOLO II)Lo SCOPO che la ex cliente Maria D’Anna sta perseguendo con l’esposto denuncia nei confronti del legale dell’ex socio storico Prof. Gianni Lapis e del suo stesso ex legale.
Lo scopo strumentale dell’esposto del 15 luglio 2006 non è tanto quello di avere restituite parte delle parcelle (per quello ci sono gli ordini forensi e i tribunali civili), bensì di conseguire immediatamente un doppio risultato:
- prendere le distanze in ogni modo dall’ex socio storico Prof. Gianni Lapis per non rischiare di farsi tirare dentro il procedimento penale “Ciancimino + altri”
- demolire la credibilita’ personale e professionale dell’Avv.to Livreri che ha avuto contezza come ex legale della D’Anna e della figlia Monia Brancato di troppe cose sul loro gruppo societario e che è da loro ritenuta cosi’ come dalle stesse riferito: <<>> ;
- assumere il ruolo di parte offesa , il piu’ adeguato per ottenere tutte e due i suddetti effetti;
- coprire altre gravi responsabilita’ proprie e di terzi ( tra cui alte cariche istituzionali e magistrati ) depistando l’attenzione.
Infatti il mantenimento della posizione di parte offesa avvantaggia la D’Anna e percio’ ogni tentativo dell’Avv.to Giovanna Livreri di sottrarsi a tale morsa va contrastato alzando il livello delle accuse con ulteriori dichiarazioni e particolari che la D’Anna rende ai PP.MM. ogni volta che viene sentita. Anche perche’ tale esposto denuncia e le ulteriori addende di questi giorni sono fondate su circostanze assolutamente false.LE strumentali ACCUSE mosse dalla ex cliente Maria D’Anna Brancato al suo avvocato :
· avere raggirato la D’Anna Brancato inventando di sana pianta indagini e procedimenti penali inesistenti,
· quale frutto del raggiro avere preteso e ottenuto per la inesistente difesa della D’Anna Brancato e dei suoi congiunti e affini il pagamento di consistenti parcelle
· avere rassicurato la D’Anna Brancato sulla conoscenza di magistrati palermitani a mezzo dei quali scongiurare il suo coinvolgimento
· avere ottenuto altro consistente pagamento parcellare per salvare il patrimonio della D’Anna dagli effetti cautelari degli inesistenti procedimenti di cui sopra.
· avere prodotto per difendersi un documento non vero.
CAPITOLO III)L’INCHIESTA E I MAGISTRATI INQUIRENTI
i PP.MM. della DDA di Palermo
( Dr Giuseppe Pignatone, Dr. Sergio Lari, Dr. Michele Prestipino Giarritta, Dr.ssa Roberta Buzzolani, D.ssa Lia Sava )OVVERO SEMPRE GLI STESSI , infatti sono:
· gli stessi identici che indagano sulla storia del gruppo Gas,
· gli stessi che sostengono l’accusa contro l’imputato Prof. Gianni Lapis difendendo la posizione di parte offesa della D’Anna ,
· gli stessi che sostengono la posizione della D’Anna Brancato quale parte offesa contro l’avv.to Giovanna Livreri quale avvocato del prof. Gianni Lapis;
· alcuni di essi sono buoni amici del consuocero (Dr. Giusto Sciacchitano della DNA ) della D’Anna avendo anche partecipato al matrimonio della figlia Monia Brancato .
· costoro non sono certo amici dell’avv.to Giovanna Livreri con cui vi sono stati sempre e solo rapporti professionale e all’interno del Palazzo di Giustizia.CAPITOLO IV)
LA VERITA’ STORICA DEI FATTI CONTESTATI:
- il procedimento penale nei confronti di alcuni amministratori e soci della GAS e’ il 4443 del 2002 ed e’ scaturito dal contenuto di alcuni “pizzini” con riferimento alla messa a posto della GAS di via Liberta’ 78, come rinvenuti nella disponibilita’ di Giuffre’ al momento dell’arresto. Infatti la D’Anna e la figlia Monia quali amministratrici e socie del gruppo GAS sono state assistite dall’Avv.to Livreri per rendere dichiarazioni dinanzi ai Ros gia’ nel novembre 2004 e dinanzi ai PP.MM. nel corso del 2005 per scongiurare posizioni di favoreggiamento a cosa nostra, chiarendo alcune dazioni di denaro versate alla mafia per la messa a posto dei cantieri della GAS della provincia di Palermo e proprio in ragione delle stesse indagini originate dal contenuto dei detti “pizzini”. A tal proposito basta rileggere “Il Giornale di Sicilia” del 18 luglio 2004 e del 5 novembre 2004 per comprendere quale era la situazione all’epoca dei fatti. E se non bastasse l’esame dell’assistito Italiano Giuseppe- dirigente tecnico della GAS e congiunto della D’Anna Maria Brancato come reso nel novembre 2004 ai Ros di Monreale che procedevano su delega del Dott.re Lari e del Dott.re Prestipino della DDA della Procura di Palermo. Ma addirittura lo stesso esame della D’Anna comprova l’assistenza legale svolta dall’avv.to Livreri in quel delicatissimo frangente per determinare l’evoluzione della posizione da favoreggiatori in estorti . D’altronde era la Monia Brancato a firmare i contratti di appalto per i lavori di metanizzazione con imprese di mafia quali Ferreri , Dolce etc. .- Tutti soggetti assurti agli onori della cronaca per 416 bis. Ma qui’ mentre tutti sanno colo la Procura di Palermo sembra ignorare.
- malgrado la prova dell’esistenza delle indagini penali per tale procedimento, la D’Anna in ogni caso e in nessun modo poteva essere ingannata o raggirata, ne’ dall’Avv.to Livreri ne’ da nessun altro, sull’esistenza o meno di procedimenti penali o misure cautelari a suo carico o peggio ancora a carico della figlia Monia, posto che per come riferito dalla D’Anna agli odierni PP.MM. inquirenti, la D’Anna era ed e’ la consuocera di un alto magistrato della direzione nazionale antimafia (DNA), il Dr. Giusto Sciacchitano, gia’ magistrato a Palermo per lunghi anni e notoriamente amico dell’ex Procuratore Capo Dr. Pietro Grasso e dell’aggiunto Dr. Giuseppe Pignatone (oggi coordinatore e responsabile di tutte le indagini che gravitano intorno al gruppo Gas e al Prof. Lapis ). A tal proposito la stessa D’Anna ha fatto presente agli inquirenti come la figlia <>. Per altro la D’Anna ha sempre confermato all’Avv.to Giovanna Livreri come il consuocero magistrato seguiva la vicenda costantemente, anche perche’ interessato per via di un ipotetico coinvolgimento nella storia anche del figlio. Fatto umanamente comprensibile, considerato che il figlio Antonello Sciacchitano, marito della Monia Brancato, è stato dirigente della GAS fino alla vendita alla spagnola GAS Natural e ha collaborato con la moglie Monia, amministratore del gruppo GAS, lavorando con la stessa negli uffici della societa’ GAS di via Liberta’ 78. Inoltre la stessa D’Anna piu’ volte ha sensibilizzato e allertato l’avv.to Livreri sul fatto che altro alto magistrato : l’ex Presidente del Tribunale di Caltanissetta Dr. Carmelo Di Natale era stato per lunghi anni e fino al 2002 Consigliere di Amministrazione della GAS spa , in un triunvirato amministrativo, unitamente all’Ezio Brancato e al Prof. Gianni Lapis, e dal 2000 con il cognato (per averne sposato la sorella e gia’ Presidente della Gas a seguito della morte del Presidente Ezio Brancato marito della D’Anna ) della D’Anna: il Dr. Luigi Italiano. Infine la D’Anna ha avuto modo di riferie agli stessi inquirenti come la stessa dal marzo 2005 ebbe la certezza assoluta che Lei e Sua figlia non potevano essere coinvolte in alcun procedimento penale ne tanto meno potevano essere destinatarie di una misura cautelare personale e patrimoniale . Nessuno pero’ domanda alla D’Anna chi avrebbe alla stesa fornito una tale autorevole rassicurazione !. I timori quindi della D’Anna erano che un coinvolgimento della societa’ GAS e del gruppo societario in storie di mafia ( la GAS viene indicata da Giuffre’ come essere nella disponibilita’ di Bernardo Provenzano) avrebbe potuto determinare il coinvolgimento di tali autorevoli personaggi oltre che la perdita per la D’Anna stessa lei e per i suoi congiunti e ex soci di circa 120 milioni di euro ( 240 miliardi di vecchie lire) . Inoltre la signora temeva, fondatamente, come la stessa ha sempre apertamente manifestato al suo socio storico Prof. Lapis, anche alla presenza dell’Avv.to Giovanna Livreri, di essere coinvolta direttamente da altri ben piu’ gravi sistemi di potere che potevano pretendere pagamenti per quote non ufficiali nella societa’, tanto da volere trasferire i propri interessi a Malta e non certo per questioni di apprensione giudiziaria (nella repubblica Maltese vige l’estradizione per reati di mafia ed è possibile procedere a sequestro e confisca di beni). E’ un dato di fatto che la D’Anna come la figlia Monia non sono rimaste coinvolte in alcun procedimento penale, non hanno subito alcuna perquisizione e non hanno avuto sequestrate le decine di milioni di euro provenienti dalla vendita della Gas, cio’ diversamente da quanto accaduto al Prof. Gianni Lapis che ha subito tutto cio’;
- per quanto riguarda il documento ( vero) , asseritamene falso, datato 16 novembre 2004 a firma della D’Anna e del Prof. Lapis, il cui contenuto è stato misconosciuto dalla D’Anna, vi sono una pluralita’ di circostanze e fatti concludenti che confermano in ogni momento e in ogni dove l’esistenza documentale e storica dell’accordo contrattuale concluso tra il Prof. Lapis e la D’Anna per l’assunzione di obbligazioni pecuniarie in relazione all’assistenza dell’intero gruppo GAS. Per altro l’accordo prevede che nessuno degli assistiti pagasse alcunche’ allo studio Livreri al di fuori di quanto pattuito dai due contraenti : cosa che è regolarmente avvenuta sin dal conferimento del mandato del 24 ottobre 2004 . Le cifre e modalita’ di pagamento contenute nel contratto sono ben diverse da quelle riportate da alcuni odierni quotidiani e comunque quanto a darsi non è mai stato economicamente rispettato nella sua interezza. La consulenza legale e difesa e’ stata prestata sin dall’ottobre 2004 per l’intero gruppo GAS ossia il gruppo Lapis/Brancato costituito da sedici posizioni di ex soci e soci e amministratori, i dipendenti, le societa’ del gruppo GAS e in particolare la Sirco e la Fingas e la Res. il pagamento delle parcelle e’ avvenuto per cifre convenute e in trance e sempre di comune accordo tra le parti D’Anna e Lapis e con la consapevolezza di tutti i soggetti interessati che altri pagavano per loro conto e nel loro interesse; l’assistenza legale delle decine di posizioni, per fatti diversi, e’ stata prestata, tanto in sede stragiudiziale che giudiziaria: per audizioni davanti a ROS e ai PP.MM., per difese dinanzi il Tribunale del Riesame fino per la predisposizione di ricorsi in Cassazione e continua a prestarsi. I pagamenti delle parcelle effettuate dalla D’Anna a favore della sottoscritta, meno ingenti di quelle indicate dalla stampa, si giustificano in forza dell’impegno economico assunto dalla D’Anna e del numero delle posizioni assistite e del tempo e dell’impegno impiegato nell’assistenza legale.
Mi si consentira’ di affermare come un documento, sia esso il foglio bianco con la firma della cliente (come raccontato da “Il Giornale di Sicilia” il 14 novembre 2006 e che non sarebbe stato rinvenuto in sede di perquisizione) sia esso la scrittura privata (contratto Lapis/D’Anna) del 2004 in originale come intervenuta tra Lapis e la D’Anna per regolare i loro rapporti economici (e che non è stata rinvenuta la sera dell’accesso della GG.FF. allo studio legale e per tale circostanza è diventata falsa perche’ asseritamene costruita ad arte!!! Come riferisce il ben informato giornale di Sicilia del 15 novembre 2006) certamente non possono sostituire la verita’ documentale e storica di quanto avvenuto.
- per quanto riguarda, in tutta questa storia, la posizione degli avvocati della D’Anna (da “Il Giornale di Sicilia” del 13 nov. u.s. indicati come i civilisti della D’Anna), gli Avv.to Santi Magazzu’ e Avv.to Giovanni Di Benedetto, c’e’ piu’ di un buon motivo per disapprovarne le modalita’ di comportamento.Infatti appare molto singolare apprendere dalle dichiarazioni rese dalla D’Anna ai PP.MM. che sono stati proprio i suoi avvocati, oggi divenuti persone informate sui fatti denunciati dalla D’Anna, a consigliarle e cercare di convincerla insistentemente per un anno intero dal luglio 2005 fino al luglio 2006 a denunciare penalmente la collega Avv.to Livreri, cosa che infatti e’ avvenuta nel luglio 2006 a seguire il colloquio avuto dall’Avv.to Giovanni Di Benedetto con il suo amico Ciancimino junior, come riferito dallo stesso agli inquirenti. Ancora piu’ grave e’ avere appreso come sono stati gli stessi avvocati della D’Anna a dare un significativo contributo al contenuto dell’esposto della D’Anna.Infatti lo stesso avvocato Giovanni Di Benedetto, attuale componente il Consiglio dell’Ordine Forense di Palermo, riferisce di essersi recato per raccontare un fatto all’altro collega avvocato Santi Magazzu’ ( per lui quasi un padre putativo), che poi se ne rende a sua volta testimone, e alla cliente D’Anna, che ne ha fatto argomento centrale della propria denuncia sporta “appena” un anno dopo, consistente nell’avere incontrato, il 21 settembre 2005, dinanzi l’Aula del riesame l’avvocato Giovanna Livreri.L’Avv.to Di Benedetto pretende essersi svolto un incontro ravvicinato con l’avvocato Livreri e quindi essere intervenuto un “falso” colloquio dal contenuto “impossibile” e di tale contenuto, manco a dirlo favorevole alla tesi accusatoria della D’Anna, si rende oggi testimone dinanzi ai PP.MM. autoreferenziandosi con gli altri a cui ha raccontato del suo incontro.Accuse montate ad arte perche’ strumentali all’esposto della D’Anna.Infine incomprensibile e sconcertante appare venire a conoscenza che tali avvocati assistevano le clienti, per le stesse problematiche per cui le assisteva l’avv.to Livreri, all’insaputa totale di quest’ultima , sin da tre mesi prima della remissione del mandato.Ma anche in tale caso la D’Anna ha precisato che si reco’ dall’Avv.to Santi Magazzu’, perche’ lo stesso conosceva bene la societa’ Gas spa per esserne stato l’avvocato civilista nel passato e perche’, come ebbe a dire la stessa nel luglio 2005, questo avvocato aveva autorevoli frequentazioni personali con l’allora Procuratore Capo Dr. Piero Grasso con cui a detta della D’Anna cenavano addirittura assieme dopo avere assistito alle partite di calcio. Quindi conforto su conforto.Non è un caso che la D’Anna ha riferito agli inquirenti che dalla primavera del 2005 ebbe certezze sul fatto che non poteva essere piu’coinvolta in alcun procedimento penale senza pero’ riferire chi le diede tali certezze.-Cio’ certo non giustifica quanto avvenuto, ma certamente puo’ fare comprendere l’aurea di dovuto rispetto e la precostituita credibilita’ di cui gode la D’Anna presso la Procura di Palermo fino a giungere alle odierne vicende.
Inoltre la stessa D’Anna non ha mai fatto mistero del fatto che il Dr. Pignatone e il Dr. Grasso furono ospiti anche al matrimonio della figlia Monia celebrato nell’ottobre del 2000 e che lei e suo marito Ezio Brancato conoscevano bene i detti procuratori per via delle frequentazioni con gli stessi del con suocero Dr. Giusto Sciacchitano.Meraviglia oggi leggere le Sit della D’Anna e della Monia Brancato ove non si fa riferimento a tali particolari di frequentazioni e conoscenza personale, pur conducendo lo stesso P.M. Dr. Giuseppe Pignatone gli esami a Sit.!
La D’Anna, quindi, con la richiesta di rinvio a giudizio del 13 ottobre 2006 del Prof Lapis nel procedimento “Ciancimino + altri” ottiene gia’ il conseguimento della posizione di parte offesa.
Poi con il processo mediatico nei confronti dell’ Avv.to Giovanna Livreri, nel quale i magistrati si prestano a violare il, segreto istruttorio, ottiene lo strumento per demolire ogni giorno un po’ di piu’ la credibilita’ personale e professionale della stessa, in un crescendo rossiniano atto a determinarne l’impossibilita’ dell’avvocato Giovanna Livreri a mantenere la posizione di difensore del Prof. Lapis.
Si ha quindi sempre piu’ l’impressione che tutta questa tempesta mediatica rientri in una chiara azione intimidatoria che si vuole creare intorno al legale del Prof. Lapis: l’avvocato Giovanna Livreri, volutamente demonizzata e assurta a virago cattiva, predatrice di “sprovvedute signore” indifese.E COMUNQUE E' CHIARO CHE ATTRAVERSO LA CALUNNIOSA DENUNCIA CONTRO L'AVVOCATO LIVRERI SI VOGLIONO NASCONDERE GRAVISSIMI REATI COMMESSI IN DANNO ALLA GARANZIA DELLA GIUSTIZIA E PER ASSICURARE L'IMPUNITA' ALLA D'ANNA E ALLE FIGLIE MONIA E ANTONELLA BRANCATO ESSENDOSI PER ALTRO LE STESSE ADOPERATE ( come svelato dalle stesse agli inquirenti !!) ATTRAVERSO LORO RELAZIONI DIRETTE AD AGGIUSTARE LA LORO POSIZIONE GIUDIZIARIA CHE SE SVELATA E RESA NOTA ......SAREBBE STATA UN'ALTRA BEN PIU' GRAVE VIBO VALENTIA .L'AGGRAVANTE ? ...LA MAFIA E I MIALIARDI.
A proposito nel frattempo la sprovveduta Signora D’Anna ha truffato anche gli agenti immobiliari che il sottoscritto legale le aveva presenteto per investire il proprio immenso patrimonio in palazzi nel centro commerciale di Palermo ed ex uffici postali .Ma questa è un’altra storia cosi’ come quella che vuole che la D’Anna e la figlia Monia Brancato abbiamo messe alcune firme false al posto del loro congiunto Ezio Brancato gia’ deceduto ma facendolo apparire vivo in atti di traferimento di quote sociali dallo stesso congiunto a loro medesime per evedare le imposte di successione e eludere le pretese dei soci occulti delle loro quote nella Holding del Gas.
Certo alla D’anna e la figlia Monia Brancato è consentito tutto , anche l’impunita’ permanente.
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E’ lecito quindi chiedersi se, dopo il linciaggio personale e professionale, dopo le intimidazioni, dopo la diffamazione a mezzo stampa, dopo la coartazione di volonta’ di avvocato difensore del Prof. Lapis, dopo le accuse lanciate, con violenza e brutalita’ illecitamente dai P.M. sui giornali e dopo le fuorvianti esternazioni su intimi convincimenti dei P.M. mediante artificiose analisi logico grammaticali di documenti il cui contenuto è storicamente provato al di la’ delle illazioni sulla genuinita’ delle firme e sulle modalita’ rocambolesche di ottenimento del documento, e dopo i processi e le accuse medianiche, la regia di quanto sta avvenendo prevede anche l’omicidio professionale e personale.
C’è da chiedersi chi e perche’ vuole tutto questo contro l'Avv.to Livreri rea solo di avere adempiuto con fedelta' al suo dovere professionale!
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Certo è che l’avv.to Livreri riceve un avviso a presentarsi per rendere interrogatorio quale persona indagata il 18 settembre 2006, viene sentita dai PP.MM. Dr. Pignatone e Dr. Lari il 20 settembre 2006 e il 22 settembre 2006 , a seguito di palese violazione del segreto istruttorio , è gia’ linciata su tutti i giornali e dipinta come una truffatrice riportando i giornalisti l’intero contenuto dell’esposto denuncia, e tale operazione va avanti con un crescendo rossiniano che trova il culmina il 15 novembre 2006 con un articolo in cui addirittura i P.M. commettono il reato di cui all’art. 326 c.p., rilasciando dichiarazioni (virgolettate) e lanciando accuse sui giornali all’indirizzo dell’avv.to Livreri. Accuse ancora sconosciute alla stessa interessata e che per altro non hanno alcun fondamento nenanche nelle dichiarazioni rese dalla D’Anna in sede dell’interrogatorio citato nell’articolo giornalistico. Anche perche’ il non avere trovato un documento bianco con firma del cliente ovvero una scrittura privata firmata in originale non significa certo avere commesso un reato. Anzi prova il contrario!!
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Ignobile poi spacciare la perquisizione del 10 novembre 2006, effettuata presso lo studio e presso l’abitazione, e un sequestro di documenti per una attivita’ insostituibile, quando tali documenti erano gia’ stati prodotti spontaneamente in Procura e quando, comunque, esistono altri strumenti meno invasivi come i provvedimenti di esibizione di atti originali.°*°*°*°
L’avv.to Giovanna Livreri quindi non ritiene di potere avere alcuna fiducia negli inquirenti che stanno indagando, poiche’ essi appaiono chiaramente prevenuti nel volere ad ogni costo accusare la sottoscritta in un procedimento penale (che non doveva neanche essere iscritto per la lampante incoerenza e insussistenza dei fatti narrati dalla D’Anna rispetto alle risultanze gia’ in possesso degli stessi Magistrati e in altri contestuali procedimenti: 4443/02 rgnr mod. 21 e 12021/04 rgnr mod 21).
Ma come puo’ arrivarsi a tanto per quella che a tutto dare poteva essere interpretata sin dall’inizio come una semplice questione civilistica di eventuale riconduzione ad equita’di fantomatiche parcelle miliardarie?. Appare chiaro anche ai non addetti ai lavori che oggettivamente ci deve stare ben altro dietro a tutto cio’ !!
Anche perché, pur essendo noto che esisteva un procedimento penale nei confronti degli amministratori e responsabili legali della GAS spa, mai la sottoscritta ha dichiarato alla D’Anna Maria e alla figlia Monia che le stesse erano iscritte nel registro degli indagati. Peraltro la ripetuta estrazione di apposite certificazioni ex art. 335 c.p.p. si appalesa del tutto incompatibile con una pretesa volontà truffaldina, posto che le predette attestazioni contenevano la dicitura: non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione che comunque per le clienti erano certamente rassicuranti sull’esclusione del loro coinvolgimento.
Infatti delle due una:
- o il procedimento penale per mafia non c'era e con articolata menzogna la scrivente è riuscita a terrorizzare le signore tanto bene da organizzare interrogatori presso i ROS di Monreale e i PP.MM., facendo recitare la parte dei cattivi al Capitano Sozzo dei Ros, alla GG.FF. valutaria di Palermo,al Dr. Michele Prestipino, al Dr. Lari, al Dr. Pignatone, alla Dr.ssa Sava e alla D.ssa Buzzolani della DDA della Procura di Palermo ( ben 5 magistrati della DDA !!), fino al punto di mettere cosi' bene in scena la piece teatrale da farsi sganciare, da due povere e sprovvedute animelle, 200 mila euro ... (pero’ da fatturare per lasciare cosi’ la prova della attivita' salvifica che chiaramente si sarebbe dovuta svolgere per chiedere cosi' tanto a due assistite !! Forse per ottenere la desistenza di magistrati e investigatori ? NO ! Lo esclude la stessa D'Anna e i suoi avvocati/testimoni e quindi li avrei pretesi – giustamente dice la D’Anna ( !?) - per le parcelle pero' ………. - e qui la nota stonata - per un procedimento penale inesistente).
- ovvero il procedimento penale esisteva ( come è provato ne esistevano due il 4443/02 rgne e il 12021/04 rgnr !!) ed era, almeno il primo, per i reati di cui all’art. 110 e 416 bis c.p. (vedi codice penale: misura cautelare personale obbligatoria e misura cautelare patrimoniale ai fini della confisca) e ne erano a conoscenza anche i diretti interessati (vedi dichiarazioni di Italiano Giuseppe del novembre 2004 e vedi “Il Giornale di Sicilia” del 5 nov. 2004 - non possediamo in atto le dichiarazioni degli altri Italiano Luigi, Lapis Gianni e Monia Brancato ma sono agli atti della P.G. e il tenore è verosimilmente uguale a quella di Italiano Giuseppe) e magari pendeva gia' dal 2002, e con iscrizione certa nel registro degli indagati del Presidente della Gas (Italiano Luigi) e del dirigente tecnico dei cantieri (Italiano Giuseppe) e dell’amministratore delegato della GAS Gianni Lapis sin dal maggio 2003! e allora...............non c'era nessuno da terrorizzare ci bastavano gli investigatori, i giornalisti e la DDA della Procura di Palermo.A tal punto la verita' è che la D’Anna avrebbe onorato un suo impegno finanziario perche' responsabile per tutti i soci dell'avreli eventualmente inguaiati con la mafia e con la giustizia e soprattutto avrebbe pagato per la assistenza legale e difesa di tutti gli altri nella consapevolezza che il legale rendeva una prestazione forense nell'interesse collettivo del gruppo societario, come da causale delle fatture e dell’atto di dismissione del mandato con allegati.
°*°*°*°L’Importante è che emerga la vera storia della vicenda che mi vede chiaramente estranea a tutto quanto stanno cercando di addossarmi con cattiveria, violenza e determinazioni che raramente ho notato in altri procedimenti ben piu' gravi.Bisogna amaramente tenere conto come tutti i pettegolezzi e le dicerie che la signora D’Anna ha raccontato e che continua a elargire tanto ai magistrati inquirenti che nei salotti palermitani certamente non giovano al clima di serenita’, attenzione e prudenza che un procedimento come questo richiederebbe soprattutto perche’ coinvolge l’onorabilita’ e la professionalita’ di un serio avvocato penalista ,un operatore forense che mai prima di oggi era stato trascinato in simili squallide vicende.Inoltre non ci si puo’ astenere dal pensare che a tale situazione si è giunti anche per scelte comportamentali e strumentali la cui responsabilita’ è ascrivibile ai colleghi palermitani: gli avv.ti Santi Magazzù e Giovanni di Benedetto, che per stessa asserzione della loro cliente, la D’Anna, hanno determinato quest’ultima a denunciare ex abrupto una collega: l’avv.to Giovanna Livreri.Certo tali colleghi per la sottoscritta sono responsabili delle scelte compiute dalla cliente che a loro si era affidata per altre ragioni. Anche perche’ non puo’ certo dirsi che in coscienza e per amor di colleganza abbiano prudentemente e riguardosamente tentato di verificare il fondamento di quanto la ( ex ?!) cliente dell’Avv.to Livreri lamentava.Ci sono regole non scritte che sono a fondamento di ogni corporazione tra queste è quella per cui certe cose ad un collega non si fanno se, in coscienza e secondo lealta’ e correttezza, non vi sono altre strade da intraprendere e vi si è ….costretti ……, punto e basta.A veder bene nessuno esce indenne da macchia da tale oscura e inquietante storia.Inoltre l'avv.to Livreri Giovanna ha dovuto rimettere il mandato difensivo nei confronti del Prof. Gianni Lapis, perche' cosi’ come costretta a fare per forza di cose dall’ultimo gravissimo articolo apparso il 15 novembre sul giornale di Sicilia di cui ritengo direttamente responsabili i magistrati e i giornalisti.
Anni e anni di professione killerati dalle bizze di una ex cliente avida e menzognera, assecondata da colleghi cinici e senza scrupoli deontologici, da magistrati innaturali e miopi e da giornalisti cannibali e spregiudicati.L'avv.to Livreri non si sottrarra' al giudizio a cui la si vuole ad ogni costo sottoporre ma certamente non consentira' che chi ingiustamente mi ha accusato, oltraggiato, offeso, diffamato, tradito e offerto al tritacarne mediatico e soprattutto denegato il diritto ad esercitare liberamente la professione di avvocato, la faccia franca .Sia che tali soggetti siano le istituzioni, i politici senza scrupoli e corrotti, le clienti opportuniste, avide e strumentalizzate, i colleghi cinici e senza morale e scrupoli, i giornalisti che strumentalizzano e gli stessi magistrati precostituiti e preconcetti.
L’opinione pubblica e la gente ha capito che dietro tutta questa storia c’è qualcosa di torbido e mostruoso e che profuma di persecuzione.
La domanda che tutti pongono anche fermandosi per strada è : <<>> ; e ancora : <<>>
Ogni ulteriore commento offenderebbe l’intelligenza dei piu’.
La giustizia, come l’avvocatura ha toccando con questa storia il fondo per quanto di assurdo e incomprensibile si sta’ consentendo che accada.
COMUNQUE L'AVVOCATO LIVRERI HA GIA' PROVVEDUTO A DENUNCIARE TUTTI GLI AUTORI DI QUESTA SQUALLIDA VICENDA ALLA MAGISTRATURA COMPETENTE PRESSO CALTANISSETTA E IN ATTO IVI PENDONO PROCEDIMENTI PENALI PER CALUNNIA, FALSO, ABUSO, VIOLAZIONE DEL SEGRETO ISTRUTTORIO, DIFFAMAZIONE , FALSA TESTIMONIANZA RESA AI PP.MM. , ETC.CHI NON HA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA E ... IL SILENZIO FU' TOMBA.Ovviamente nessun giornale scrive di cio'.La libera stampa è diventata la migliore custode delle vergogne della giustizia e di coloro che ritengono di amministrarla nell'interesse del popolo e della democrazia ( Sigh!).PER LA VERITA' E CON LIBERTA' DI ESPRESSIONE E DI PENSIERO.
martedì 3 luglio 2007
RICETTA SICILIANA : LA GAS - LA D'ANNA BRANCATO - CIANCIMINO - LAPIS
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